Il papà professionale

Oggi è la festa del papà. Per definizione il papà è una figura di riferimento per la vita di ognuno. Alcuni hanno questa figura presente, altri non l’hanno, alcuni l’hanno avuta per un periodo.

In ambito lavorativo può capitare di incontrare figure che possiamo definire papà professionali, o mentori per la nostra professione, anche solo per alcune caratteristiche della personalità.

Capi, o colleghi, o referenti che hanno polso in situazioni difficili, persone che ci fanno amare il nostro lavoro, persone rigide, persone calorose, persone che pretendono molto da noi, persone che hanno fiducia in noi, persone appassionate..

Mi piace pensare che alcune figure professionali ci rimangano nel cuore con comportamenti da imitare, frasi da ricordare e come esempi a cui ambire nella vita lavorativa.
Vi viene in mente qualcuno?

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Che voto ti daresti da 1 a 10?

Cos'hai fatto di buono in questa settimana? Cos'hai concluso di costruttivo in questi 5 giorni? Quante attività hai completato con successo?

Che voto ti daresti da 1 a 10?

Quando andavamo a scuola, dopo l'interrogazione, alcuni insegnanti usavano chiederci "Che voto ti daresti? Come ti valuti?".
Siamo capaci di auto-valutarci, o abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica com'è andata la settimana?

Le persone accanto a noi sul posto di lavoro molto spesso purtroppo si concentrano solo sulle cose che non vanno di noi e che vanno cambiate, ponendo attenzione solo ai nostri errori. Pochi ci fanno i complimenti e ci dicono "ben fatto!!", quando completiamo una mansione.

Prendersi cinque minuti per soffermarsi a riflettere sui propri successi e le attività portate a termine ogni giorno, o nella settimana, costituisce, invece, un potente trampolino energizzante per ottenere nuovi risultati in altre attività future.
È come se mi prendessi del tempo per guardarmi allo specchio per constatare di quanto sono cresciuti i miei muscoletti e come li posso utilizzare per l'esercizio successivo.

Fare un sintetico mini-bilancio giornaliero o settimanale ci permette di evidenziare e valorizzare i nostri punti di forza e le nuove risorse che abbiamo conquistato nelle varie situazioni, donandoci preziose informazioni ed energie per i compiti che dovremo affrontare la prossima settimana.

È come darsi una pacchetta sulla spalla da soli e stringersi la mano con se stessi. Ne abbiamo bisogno. Buon fine settimana!!

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"Il sorriso: una curva che può raddrizzare un sacco di cose"

"Il sorriso: una curva che può raddrizzare un sacco di cose." G.E.Keillor

La qualità della nostra quotidianità professionale e personale è influenzata dai due benefici di sorridere: creare relazioni efficaci e auto-indurci sensazioni di benessere.

In alcune situazioni potrebbe essere difficile ricordarsi di sorridere, ma sperimentandone l'efficacia, poi diventerà una abilità spontanea.

Se sorridiamo attiriamo subito l'attenzione del nostro interlocutore, dimostriamo di avere fiducia in noi stessi e creiamo un clima più favorevole alla comunicazione.

Inoltre, il sorriso ha una potente carica di auto-generare in noi emozioni positive.
Quando sorridiamo cambiamo istantaneamente a livello muscolare, ma anche fisiologico e psicologico, migliorando immediatamente il nostro umore.

Avete mai provato a sorridere quando dite "Buongiorno"? Ci provate per una settimana e poi mi dite cosa succede?

“Io sono un ritardatario cronico e gli altri ormai lo sanno.”

“Io sono un ritardatario cronico e gli altri ormai lo sanno.”
“Io sono un tipo nervoso, non riesco proprio a non rispondere male, quando mi fanno arrabbiare.”
“Chi nasce tondo, non muore quadrato. Sono così, non ci posso fare nulla.”..

Quante volte i nostri colleghi ce lo dicono e quanto ci dà fastidio?!
È proprio vero, o è una buona scusa per non impegnarsi a migliorare?

Ci sono caratteristiche fisiche e cognitive che ci portano ad essere in un certo modo.
Le caratteristiche di personalità e i comportamenti, invece, si possono imparare, allenare e migliorare, perché derivano dalla nostra esperienza.

“La spontaneità non è altro che un apprendimento acquisito” è una frase a cui penso spesso per migliorarmi.

Senza dubbio, cambiare è una fatica, così come andare in palestra, o fare la dieta. Siamo più orientati a cambiare, soprattutto quando è necessario.

Esistono efficaci tecniche per affinare le nostre risorse e allenare le nostre competenze trasversali, sempre più richieste nel mondo del lavoro e nella quotidianità.

Se pensiamo a quante cose dovevamo tenere a mente prima di prendere la patente: regolare il sedile, mettere la cintura, orientare gli specchietti, mettere in prima, sganciare il freno a mano.. ve lo ricordate?
Ora pensate a come guidiamo con spontaneità adesso e, inoltre, parliamo, telefoniamo, cambiamo la radio, mangiamo e guardiamo il paesaggio..

Le etichette? Usiamole per i vestiti.
Diamoci l’opportunità di migliorare.. date il mio riferimento ai vostri colleghi

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